Lo Zoo di Napoli: il paradiso partenopeo degli animali

napoli zoo - esterno

Siamo nell’Italia del 1940 e, nella zona di Fuorigrotta a Napoli, la popolazione partenopea è felice di sapere che ora anche la loro città può fregiarsi di uno zoo di tutto rispetto. L’attesa era tanta, ma purtroppo ancora destinata a durare perché nel frattempo era scoppiata la Seconda Guerra Mondiale anche per il nostro Paese.

Una volta terminato il conflitto, ricostruito e ricostituito una nazione sconvolta dai pesanti eventi bellici, lo Zoo di Napoli viene finalmente aperto al pubblico nel 1949 grazie al lavoro di Franco Cuneo ed Angelo Lombardi nell’area della Mostra d’Oltremare. Lo zoo si impegnò dunque a prendersi cura di specie animali e vegetali rare o comunque in via di estinzione.

Tra i traguardi più ragguardevoli vi sono senz’altro la salvaguardia del rinoceronte nero, l’antilope giraffa, l’avvoltoio reale, il saltarupe senza contare le tantissime specie di piante contenute nell’apposito giardino botanico.

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La crisi e la rinascita dello Zoo di Napoli

Seguirono dunque anni di grande fermento, scoperta, innovazione e recupero, ma tutto ciò che è bello spesso e volentieri può arrivare ad una brusca fine. Negli anni Ottanta lo Zoo di Napoli è afflitto dai debiti e la struttura chiude i battenti nel settembre del 2003.

Poco tempo dopo, come se non bastassero i guai finanziari, molti animali muoiono uno dopo l’altro a causa della mancanza di cibo ed acqua.

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In seguito la palla passa alla società Park and Leusure, proprietaria dello Zoo Edenlandia di ispirazione marcatamente Disney, ma non riesce a risollevarne le sorti nonostante il recupero della capra napoletana e del leone asiatico.

Nell’ottobre del 2013 la gestione dello Zoo di Napoli passa all’imprenditore napoletano Francesco Floro Flores che restituisce alla struttura partenopea il suo caratteristico splendore di un tempo.

Una piccola curiosità architettonica

All’interno dello Zoo di Napoli, però, trova anche la sua collocazione un edificio più vecchio rispetto alle strutture degli anni Quaranta.

Villa Leonetti è infatti un edificio storico risalente all’Ottocento ed era una vecchia masseria, cioè un’azienda agraria tipica del Sud Italia, che oggi lo Zoo sta cercando di riportare al suo antico fascino per renderla accessibile ai tantissimi visitatori che varcano ogni giorno i suoi cancelli.

Le specie animali attualmente presenti allo Zoo di Napoli

Opportunamente divisi per habitat che ricreano i loro ambienti naturali e raggruppati per razze e famiglie, numerose sono le specie animali che “popolano” lo Zoo partenopeo.

Si parte da piccoli animali come l’istrice, il coniglio ariete, lo scoiattolo rosso, la puzzola americana ed il cane della prateria per passare a quelli di taglia più grande come il leone, l’alpaca, lo gnu, il daino, la tigre bianca e di Sumatra fino ad arrivare ad animali veramente grandi come il coccodrillo del Nilo e l’elefante indiano.

Progetti attuali e futuri

Con l’Operazione 2.0 lo Zoo di Napoli si è imposto di compiere ulteriori ricerche ai fini di tutelare e preservare altre specie in via di estinzione nel mondo, un numero che sta aumentando vertiginosamente, ma non tralascia certo il divertimento e l’intrattenimento con ZOOrassic Park 2.

I “dinosauri cammineranno” nello Zoo di Napoli a partire dal 31 marzo senza però le tragiche conseguenze del ben noto film di Steven Spielberg.

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