La Cascate delle Marmore: tra storia e leggenda

rafting marmore

Chiunque decida di visitare l’Umbria, non può fare a meno di dedicare un po’ di tempo alla Cascata delle Marmore, che è ubicata nel cuore della Valnerina ed all’interno del Parco Fluviale del Nera, che si estende per ben 2.000 ettari ed è attraversato da una fitta rete di sentieri. Visitare questa incredibile opera di ingegneria romana, è un’esperienza unica, in quanto permette, non solo di entrare a contatto con la fauna e la flora del luogo, che sono incredibilmente suggestive, ma anche di praticare diverse attività sportive, tra le quali si può ricordare il rafting ed il torrentismo. Non è, dunque, un caso che numerosi turisti ogni anno decidano di esplorare questa zona, e alcuni di farvi ritorno anche successivamente.

Storia e leggenda

La Cascata delle Marmore è un’incredibile opera ingegneristica attuata nell’antichità dai Romani. Bisogna, infatti, ricordare, che all’epoca il fiume Velino era caratterizzato da un letto estremamente ampio, tanto da presentare una zona in cui l’acqua tendeva a stagnare, diventando poco salubre, se non addirittura malsana. Per tale ragione, nel 217 a.C., il console Manio Curio Dentato ordinò la costruzione di un canale, che aveva come scopo quello di far defluire le acque paludose, in direzione della rupe di Marmore, e di farle poi precipitare in corrispondenza del sottostante alveo del Nera.

Legata alle origini della cascata vi è una leggenda, che, secondo la tradizione, veniva narrata dallo Gnefro, ovvero una creatura mitica del territorio umbro (una sorta di folletto), che dimorava presso il fiume Nera. Il racconto popolare riporta l’amore impossibile nato tra la ninfa Nera ed il pastore Velino, ovvero due figure, che appartenevano a due mondi completamente differenti. E che, proprio per tale ragione, non riuscivano ad incontrarsi frequentemente.

A segnare la sorte dei due giovani amanti fu Giunone, che, essendosi accorta della tresca amorosa, decise di trasformare la ninfa in un fiume, portando il giovane pastore a rinunciare alla sua esistenza umana, in quanto, temendo che la sua amata stesse affogando tra le acque appena sgorgate, si gettò dalla rupe. Tuttavia, Giove, per evitare la morte del ragazzo e per permettergli di raggiungere colei che amava, lo trasformò in acqua. Tuttavia, oltre a quella appena riportata, sono state tramandate anche altre leggende, che narrano sempre delle origini della Cascata delle Marmore.

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A tutto sport

La Cascata delle Marmore è il luogo perfetto per tutti coloro che amano fare sport ed attività fisica all’area aperta. Infatti, il fiume Nera ed i suoi affluenti sono l’ideale per cimentarsi nella discesa delle rapide in gommone. Infatti, rafting Marmore, così come il torrentismo, può essere effettuato a tutti i livelli: i più coraggiosi possono cimentarsi con l’hydrospeed, ovvero una sorta di piccolo bob in plastica galleggiante, a cui è possibile aggrapparsi, per muoversi tra le rapide.

Per i meno esperti, invece, si consiglia di rimanere nella zona del Parco Fluviale della Nera, che si trova tra i comuni di Ferentillo ed Arrone, o presso il fiume Corno, che attraversa il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tuttavia, si può praticare anche canyoning, ovvero una disciplina che consente, con l’ausilio di corde, di seguire il corso dei torrenti, non tralasciando le forre da essi prodotte.

In più si può fare speleologia, ovvero esplorare le grotte naturali, che si sono sviluppate all’interno della rupe delle Marmore, che vale la pena di scoprire ed assaporare. Per chi desidera camminare, invece, e dedicarsi alla natura, le guide botaniche del parco sono disponibili ad accompagnare i visitatori ad effettuare incredibili escursioni, alla scoperta della flora e della fauna locali.

Luoghi d’interesse imperdibili

Dopo aver visitato la cascata, è possibile dedicarsi all’esplorazione delle zone circostanti. A circa 20 minuti di macchina, infatti, si trova l’area archeologica di Carsulae,dove è stato individuato un centro romano, in parte ancora sepolto. Tuttavia, meritevole è anche l’antica Narni, nonché il borgo Amelia, dove si trovano imponenti mura poligonali, incantevoli palazzi ed edifici religiosi, una cisterna romana e l’imperdibile Museo Civico. A una decina di chilometri dalle cascate, invece, si può ammirare il lago di Piediluco, dove è possibile godere di paesaggi di rara bellezza, destinati a rimanere impressi nella memoria.

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