I Trulli di Alberobello: meraviglia del territorio italiano

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I trulli di Alberobello rappresentano una delle tante meraviglie offerte dal territorio italiano, che richiamano ogni anno numerosi turisti, provenienti da tutto il mondo, i quali rimangono affascinati dalla semplicità e dalla particolare tecnica costruttiva di queste abitazioni a secco, la cui storia è ancora poco nota, ma estremamente interessante.

Per cosa si caratterizzano i trulli?

I trulli sono costruzioni coniche in pietra, realizzate a secco, vale a dire prive di malta. Inizialmente, tali strutture venivano edificate per lo più come ricoveri rurali temporanei o come abitazioni semipermanenti utilizzate dagli agricoltori. Il trullo rappresenta l’evoluzione ed il perfezionamento della tholos, un modello costruttivo preistorico presente in diverse aree italiane e mediterranee.

Nelle zone in cui si sono sviluppati i trulli si ritrovano spesso reperti archeologici, anche dell’epoca preistorica, nonché fondazioni di capanne dell’età del bronzo. Tuttavia, i più antichi che si sono preservati nel tempo sono estremamente più tardi, in quanto risalgono al XVII secolo.

I trulli di Alberobello, per le loro caratteristiche costruttive peculiari, uniche al mondo, sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. L’unità modulare del trullo, infatti, è circolare, e prevede un perimetro in muratura a secco, il cui spessore deve essere estremamente elevato. A parte la porta ed un piccolo pertugio dislocato in alto, solitamente, non si ritrovano altre aperture che consentono l’ingresso dell’aria dall’esterno.

Questi particolari accorgimenti tecnici, assicurano un’elevata inerzia termica. La copertura è caratterizzata da una pseudo cupola, che è autoportante ed è composta dai una serie concentrica di lastre calcaree, disposte a gradini, che terminano in una chiave di volta, dove si ritrovano sporgenti elementi decorativi.

La nascita e lo sviluppo dei trulli di Alberobello

I trulli sono costruzioni assai antiche, che risalgono all’epoca preistorica, quando negli insediamenti della Valle d’Itria  si cominciarono a diffondere i tholos, ovvero costruzioni a volta utilizzate come luogo di sepoltura per i defunti. I trulli di Alberobello, ciononostante, sono più recenti, poiché risalgono al 1300. In questo periodo tale territorio pugliese venne affidato al primo Conte di Conversano da Roberto d’Angiò, come premio per gli ottimi servigi resi durante le Crociate.

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Per ripopolare la zona vennero trasferiti insediamenti dai feudi limitrofi, come avvenne nel caso di Noci. Tuttavia, secondo quanto emerso da alcune ricerche, già a partire dall’anno Mille si svilupparono presso le due sponde del fiume (attualmente sotterraneo) dei piccoli insediamenti rurali, le cui abitazioni, accorpandosi, portarono alla costituzione di veri e propri villaggi, denominati Aja Piccola e Monti.

Ai nuovi coloni venne imposta la costruzione dei trulli come abitazione, poiché potevano essere smantellati rapidamente, in modo da evitare il pagamento delle tasse imposte dal Regno di Napoli. Secondo gli storici, tuttavia, la scelta è dipesa soprattutto dalle condizioni geografiche del luogo, caratterizzato da pietra calcarea. Nel 1620 Alberobello riuscì ad acquisire una fisionomia insediativa indipendente da quella della vicina Noci e, nel 1797, il villaggio ottenne il riconoscimento di città reale, il cui nome derivava da quello latino della regione, ovvero “silva arboris belli“.

Le attrattive di Alberobello

Il centro storico di Alberobello si trova a pochi chilometri dal mare, la cui brezza marina inebria le viuzze cittadine. Imperdibile è il Trullo sovrano, che, edificato nel XVIII secolo, è l’unico a disporre di un piano sopraelevato. Per raggiungerlo  è necessario immergersi nel meraviglioso paesaggio in cui dominano le costruzioni di tufo e gli imponenti ulivi, il cui fascino continua a vivere nel tempo.

Interessanti sono anche i Trulli siamesi, che sono caratterizzati da una suggestiva ed inaspettata forma ad otto, alla quale è legata un’antica leggenda, che è bene farsi raccontare dagli abitanti del posto. Un’altra attrattiva di Alberobello è il Museo del territorio “Casa pezzolla”, in cui vengono mostrati gli stili architettonici che nel tempo si sono succeduti nella cittadina.

Tuttavia, si ritrova anche il museo dell’olio, in cui vengono riportate le tecniche di produzione e le varie qualità di olio pugliese. Infine, si ricorda la Casa d’amore, che è la prima abitazione edificata con cotto di malta e risale al 1797.

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