Tre Cime di Lavaredo: tutti i colori e le sfumature del simbolo delle Dolomiti

Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime di Lavaredo sono il simbolo per eccellenza delle Dolomiti e rientrano tra le meraviglie naturali del pianeta, grazie alle incredibili e suggestive variazioni cromatiche a cui vengono sottoposte. Immergiamoci, quindi, in un viaggio fatto di immagini, colori e profumi, che attrae ogni anno numerosi alpinisti ed escursionisti, alla ricerca di sensazioni uniche ed inimitabili.

Il territorio ed i punti panoramici

Questo incantevole spettacolo naturale è situato al confine tra la provincia di Belluno e la regione delle Tre Cime (3 Zinnen) in Alta Pusteria. Si tratta delle montagne, con tutta probabilità, più conosciute ed ammirate del mondo, nonché le più riprodotte e le più fotografate. Sono da sempre la meta prediletta da coloro che amano immergersi nella natura e godere delle meraviglie che ha da offrire.

Essendo poste nel territorio di Auronzo di Cadore in Veneto, sono state considerate per diverso tempo proprietà di questo comune, ma dal 1752 le Tre Cime sono state divise in due, portando il versante settentrionale ad essere gestito dal comune di Dobbiaco, mentre quello meridionale sempre dal comune di Auronzio.

Si parla spesso di questi importanti rilievi come le “tre dita di dolomia“, che si ergono compatte verso il cielo, richiamando l’attenzione di chi ha la possibilità di visitare questi luoghi magici, in cui il tempo sembra fermarsi. I massicci che le compongono sono: la Grande, che è quello in posizione centrale, alto 2999 metri, la Cima Ovest di 2973 metri e la Cima Piccola di 2857 metri.

I punti panoramici migliori si trovano presso la Val di Landro, in corrispondenza del vecchio abitato, in cui è possibile godere del profilo delle Tre Cime, ma anche dal rifugio Auronzo o da quello Antonio Locatelli. Tuttavia, la vista più suggestiva si ha dal monte Piana e dalla sommità delle vette che si trovano nelle zone limitrofe, quali il Monte Paterno e la Torre di Toblin.

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Incantevoli giochi di colore

Le Tre Cime di Lavaredo richiamano numerosi turisti ogni anno, poiché mostrano spettacolari giochi di colori, che generano sfumature che vanno dal rosso infuocato al grigio freddo e pallido, in grado di trasmettere incredibili sensazioni e momenti magici da condividere con i propri cari.

Suggestive appaiono al tramonto, quando le tre punte, fiere ed impettite, vengono avvolte da toni caldi ed intensi, che prendono il sopravvento rispetto a quelli più delicati della roccia. E per qualche istante sembra che tali rilievi siano quasi inconsistenti, come per un intervento divino.

Suggestivi effetti si ritrovano anche quando le tre cime vengono attraversate da poderose nuvole trasportate dal vento. In questo caso i colori appaiono più tenui e più glaciali, ma non per questo meno incantati.

Anche il sole si diverte a creare ed a dipingere queste imponenti strutture naturali, generando giochi d’ombra, che celano alcuni particolari e ne mettono in risalto altri, prima non individuabili. Nemmeno la pioggia riesce a smorzare l’eleganza ed il fascino di questo tratto montuoso, regalando suggestioni più silenziose, in cui a dominare sono i grigi e le tonalità scure.

Flora e Fauna delle Tre Cime di Lavaredo

Percorrendo uno dei tanti sentieri che conducono alle tre vette più celebri delle Dolomiti, si incontrano numerose specie vegetali ed animali, spesso di rara bellezza. Tra i fiori si può ammirare, ad esempio, il cardo alpino, il millefoglio del Clavena, la campanula soldanella, il dente di leone montano, il papavero alpino ed il ranuncolo ibrido, solo per citarne alcuni.

Tale tipo di vegetazione, ovviamente, richiama numerose farfalle, come la vanessa occhio di pavone, la vanessa dalle ortiche, la zigenide comune, l’erebia alpina ed un esemplare estremamente raro, l’Apollo delle Alpi, che attira l’attenzione degli escursionisti per le ali di colore bianco e gli ocelli rossi e neri. Tra gli animali degni di nota, tuttavia, sono anche la marmotta, il camoscio, la volpe rossa, il granchio alpino e, per gli appassionati di birdwatching, il fringuello alpino ed il poco diffuso corvo imperiale.

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