Gli scavi di Pompei: tra passato e presente

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Il complesso archeologico di Pompei, antica cittadina romana, la cui storia si è improvvisamente bloccata nel 79 d.C., a seguito di una violenta eruzione del Vesuvio, è stato sottoposto a campagne di scavi continue, che hanno avuto origine nel 1748, sotto il vigile controllo di Carlo II di Spagna. La preziosità dei reperti e l’importanza storica ed artistica del sito, hanno portato l’UNESCO, nel 1997, a riconoscere Pompei Patrimonio dell’umanità.

Il fascino ritrovato di Pompei

Gli scavi di Pompei sono, a ragione, il secondo monumento italiano più visitato, dopo il sistema museale della città di Roma , che prevede Colosseo, Foro Romano e Palatino. Del resto il mito di Pompei si è protratto intatto nei secoli, senza però che nessuno avesse il coraggio di profanare la coltre di terra e detriti che da tempo immemore sovrastava la vetusta urbe.

Infatti, è solo dopo il ritrovamento di Ercolano, che la dinastia borbonica decise di aprire un primo cantiere di scavo, nel 1748, dislocato presso la zona di Civita. Tale campagna portò alla luce meravigliosi tesori, che giacevano indisturbati ormai da troppo tempo. Da quel momento fu un susseguirsi di scavi, che si sono protratti fino ai nostri giorni, poiché il desiderio di comprendere che cosa si celasse dietro ai cumuli del tempo era ed è troppo forte.

La maggior parte dei reperti individuati durante gli interventi di recupero sono conservati nel Museo Archeologico di Napoli, nonché nell’Antiquarium di Pompei, ed hanno permesso di ricostruire, anche se non del tutto, gli usi ed i costumi di una comunità attiva più di duemila anni fa.

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Le origini di Pompei

Le origini di Pompei sembrano quasi perdersi nel tempo, da quanto sono lontane. Tale antico centro, infatti, fu fondato dagli Osci verso il VII secolo a.C., su di un pianoro di origine vulcanica. Tuttavia, alcuni rinvenimenti sembrano risalire addirittura al IX secolo a.C. Nella fase osca, la cittadina si presentava come un importante nodo viario, delimitato da mura. Subì, quindi, influssi greci e successivamente etruschi, ma fu sottoposta anche al dominio dei Sanniti, sotto la cui egida il borgo crebbe dal punto di vista commerciale.

Nel III secolo a.C., invece, fu la volta dei Romani, che ne favorirono i le esportazioni in tutto il Mediterraneo e ne curarono anche lo sviluppo urbanistico, favorendo la costruzione del foro, della Basilica, di diversi templi e di ville residenziali. Ben presto Pompei, divenne municipium, godendo di una limitata, ma provvidenziale indipendenza, che la portò a divenire la potente Cornelia Veneria Pompeianorum.

Nel 62 a.C. fu colpita da un violento terremoto, che causò numerosi danni, per poi essere sferzata dalla sorte nel 79 d.C., quando fu seppellita da una coltre di lapilli e di cenere generati da un’eruzione del Vesuvio, che la cancellò interamente. La zona, negli anni avvenire, non fu ripopolata e la cittadina, la cui memoria non è mai andata del tutto persa, rimase sepolta fino al XVIII secolo, quando ebbero inizio i primi scavi.

Pompei e i visitatori

Ogni anno gli scavi pompeiani vengono letteralmente assaliti dai turisti, che vogliono rivivere, almeno una volta nella vita, l’esperienza di camminare nelle strade perfettamente conservate dell’antica cittadina romana, riportata alla luce a partire dal Settecento.

Del resto, si tratta di un vero e proprio sito in continua evoluzione, giacché si stima che buona parte della struttura urbana sia ancora da estrarre.

I tesori del passato riemersi sono effettivamente moltissimi: le ville residenziali con i loro incredibili affreschi (Villa dei Misteri), le dimore altolocate (Casa del Fauno), le costruzioni religiose (Tempio di Apollo) e pubbliche (Anfiteatro).

Tuttavia, molti sembrano essere ancora celati. Tutto ciò porta i turisti italiani e stranieri a visitare Pompei, ma anche a volerla rivedere a distanza di tempo, godendo delle sue straordinarie bellezze, che tendono ad aumentare inesorabilmente.

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