Rosignano Solvay: la città giardino della Toscana

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Quando si parla della sempre verde Toscana, il pensiero dell’uomo non può che andare inevitabilmente a Firenze e ad uno dei suoi concittadini più illustri di sempre. Il grande poeta Dante Alighieri, sepolto a Ravenna, aveva saputo descrivere in versi l’incredibile bellezza del mondo, dell’animo umano e del suo “viaggio onirico” fra le dimensioni dell’aldilà.

La natura è stata poi descritta saggiamente anche da un suo quasi immediato successore, anch’egli toscano, quale fu Francesco Petrarca che descrisse nelle sue opere il cosiddetto “locus amoenus” contenuto in “Chiare, fresche et dolci acque”.

Capolavoro del poeta di Arezzo che coniuga sapientemente amore e natura oltre che una riflessione personale sulla tanto amata Laura. Ma perché parlare di questo? Quale arte, se non quella sublime della poesia, è infatti ideale per parlare delle candide spiagge e della città giardino di Rosignano Solvay?

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Rosignano Solvay: dalle origini ad oggi in poche parole

Abitato inizialmente da popolazioni etrusche e romane, la frazione di Rosignano Marittimo in provincia di Livorno venne poi lasciata allo stato brado fino al Diciannovesimo secolo. Durante quel periodo l’area, che nel frattempo era diventata una palude, venne infatti bonificata dal Granducato Lorense che si era concentrato su Vada.

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Durante i primi anni del Novecento questa frazione venne “coinvolta” nella costruzione del tratto ferroviario Livorno – Vada – Cecina e catturò l’attenzione dell’industriale, chimico e filantropo belga Ernest Solvay.

L’uomo infatti fece divenire Rosignano il luogo la zona di produzione della soda e, nel 1917, il suo nome venne unito a quello della frazione facendo così nascere Rosignano Solvay.

Dopo pochi anni elementi architettonici, come viali ed alberi, presero quello che fu definito lo “stile Solvay” facendo diventare la zona una delle poche città giardino in Italia. Luoghi dove natura e modernità s’intrecciavano in maniera armoniosa seguendo i progetti utopici degli architetti inglesi.

Purtroppo l’attività industriale continuò ad aumentare creando un conseguente incremento dei livelli di inquinamento della zona. Questo si riversò, infatti, anche sulle zone costiere che servivano da scarico dei vari materiali di lavorazione.

Le Spiagge Bianche

Come accennato poco fa, gli scarti dell’industria chimica vennero scaricati direttamente sul litoraneo e portarono alla nascita delle famose “Spiagge Bianche”.

Il loro colore è tale proprio a causa delle varie polveri di calcare e calcio rendendole quindi una delle spiagge più inquinate del Mar Mediterraneo.

Proprio per questo motivo la pesca in questa zona è assolutamente vietata, ma rimane comunque una delle mete balneari più conosciute e frequentate della Toscana grazie al suo mare limpido.

Che cosa vedere a Rosignano Solvay

Particolarmente interessanti sono i viali alberati che si intersecano con la stazione ferroviaria, il Teatro Solvay, la Chiesa di Santa Teresa, il Circolo Ricreativo i Canottieri, il Museo Civico Archeologico Palazzo Bombardieri, il Museo Archeologico Nazionale di Castiglioncello e il Museo di Storia Naturale.

Accanto a questi, nel 2013, è stato poi edificato il Centro Culturale Le Celeste che ospita al suo interno anche una biblioteca, una ludoteca ed una sala per le conferenze.

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