L’Isola di Caprera: la punta della Sardegna

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La Sardegna è senza alcuna ombra di dubbio una delle mete più belle e visitate in Italia da parte dei turisti di tutto il mondo e dello Stivale.

Con i suoi mari limpidi, gli entroterra rocciosi, le sue specialità, i suoi colori, le sue tradizioni, la “vicina” della Corisca è un gioiello splendente nel Mar Mediterraneo baciato dal sole.

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L’Isola di Caprera e l’arcipelago de La Maddalena

L’Isola di Caprera fa parte nello specifico dell’arcipelago de La Maddalena, di fronte alla Gallura, e si caratterizza per la poca popolazione (la maggior parte vive nel Borgo di Stagnali) e per la sua conformazione rocciosa (in particolare il granito rosa).

Piuttosto piccola, supera di poco i 15 chilometri quadrati, ha un entroterra piuttosto boscoso mentre le spiagge sono a strapiombo sulle acque del mare. Acque che, al pari di molte altre zone dell’intera Sardegna, sono chiare e pulite con un fondo di sabbia bianchissima. Proprio per queste sue caratteristiche naturali l’Isola di Caprera è stata dichiarata Riserva Naturale nel 1982.

La balneazione è comunque consentita al contrario della pesca per la quale si rischiano multe più salate dello stesso mare. Importantissime poi sono le specie di animali uniche che popolano quelle zone come, ad esempio, la nacchera e le cernie brune oltre che varie specie di uccelli migratori, rettili e anfibi.

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Dalle sue coste si possono poi vedere anche delfini costieri, tartarughe marine e capodogli nuotare nelle limpide acque rese decisamente ospitali dalla Posidonia oceanica con le sue “praterie”.

Le spiagge

Come ogni isola che si rispetti, le spiagge sono uno dei principali punti di attrazione ed anche Caprera non fa eccezione.

Tra queste spiccano in particolar modo Cala Andreani, Cala Coticcio, Cala Napoletana e Cala Garibaldi in onore del padre d’Italia che vi trascorse i suoi ultimi anni di vita.

La storia e l’eredità di Garibaldi

Inizialmente l’Isola di Caprera fu abitata dagli antichi romani, ma dopo il loro abbandono rimase in tale stato fino all’Ottocento quando, a seguito dei tipici pastori sardi, venne eletta come dimora della famiglia britannica dei Collins.

In ogni caso Caprera è famosa ai più per essere stato il luogo dove Giuseppe Garibaldi (1807 – 1882) trascorse i suoi ultimi anni di vita prima di morire di malattia a 75 anni.

L’eroe dei due mondi ne acquistò una parte nel 1856 e lì fece una vita da contadino e da allevatore. Pare infatti che tra gli animali allevati vi fossero anche degli asini particolarmente testardi che Garibaldi era solito “battezzare” con il nome dei suoi nemici politici e militari.

Da una piccola casupola, il condottiero creò quindi una vera e propria tenuta comprando anche il resto dell’isola che apparteneva ancora ai Collins.

Il 2 giugno del 1882 Garibaldi morì e, nonostante avesse chiesto espressamente di venire cremato, venne sepolto in una tomba di granito grezzo dietro la sua ultima dimora. Poco distante da lui venne sepolta anche la cavalla bianca Marsala. La casa è ancora oggi visitabile dato che venne trasformata dai parenti in un museo con oggetti, documenti e mobili.

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