Cosa vedere a Ravenna: alla scoperta della città che fu tre volte capitale

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Quando si pronuncia il nome dell’Emilia – Romagna che cosa viene subito in mente? Le università bolognesi, i bicchieri di lambrusco modenesi, le spiagge riminesi che ne bagnano i lembi, ma sono ben pochi che la collegano subito alla città di Ravenna ingiustamente “tralasciata”.

Certo, non è magari tra i primi nomi che vengono pronunciati quando si parla di città d’arte in Italia e, in effetti, la “rivalità” con città come Roma, Firenze, Venezia e Padova si fa sentire, ma il capoluogo romagnolo cela in realtà molte sorprese. Vediamo dunque insieme quali sono queste curiosità e che cosa si può vedere a Ravenna!

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Alcune curiosità sulla città di Ravenna

A Ravenna ci sono ben otto monumenti che fanno parte delle meraviglie che l’umanità ha inserito nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e sono la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri degli Ariani e degli Ortodossi, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, la Cappella Arcivescovile ed il Mausoleo di Teoderico.

La città è stata poi tre volte capitale di altrettanti grandi imperi dell’antichità come l’Impero Romano d’Occidente, l’Impero di Teodorico Re dei Goti e dell’Impero bizantino in Europa come testimonia, per esempio, il mosaico dell’imperatore Giustiniano nella già citata Basilica di San Vitale.

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La città ospita poi le spoglie di uno dei più grandi poeti italiani, e non solo, di sempre ovvero il fiorentino Dante Alighieri che vi morì nel 1321 dato che venne bandito dalla sua tanto amata città natale. Detto questo ora Ravenna non “scherza” più vero?

Quante altre città, teniamo conto che parliamo di un insediamento urbano di neanche 200.000 abitanti, possono dire la stessa cosa? Diciamo che si possono contare sulle dita di una mano. Altro che piadine!

Che cosa vedere a Ravenna

Anche in questo caso basterebbe il solo nominare uno o due degli otto monumenti dell’UNESCO per chiudere la partita in pochissimo tempo.

In essi si respira davvero la storia e la cultura che hanno caratterizzato quella zona e che hanno contribuito, in maniera più che decisiva, alla creazione di quella che oggi conosciamo come Italia.

Visto che sono già state nominate, però, occorre porre l’accento su di un altro punto di estremo interesse culturale quale la Domus dei tappeti di pietra posta sotto la chiesa di Sant’Eufemia.

Scoperta circa una ventina di anni fa, la Domus è un’antica casa bizantina risalente al periodo compreso tra il quinto ed il sesto secolo dopo Cristo riccamente adornata di mosaici come suggerisce il nome.

Tra le varie figure presenti, lasciatevi incantare dalla “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni”, uno dei mosaici ritrae anche la figura del “Buon Pastore” che vigila sul suo gregge con tanto di aureola e croce cristiana.

È diverso dalle altre sue rappresentazioni simili, che vedono anche la presenza di Gesù, intente a caricare un agnellino direttamente sulle spalle.

I colori poi sono più accesi e vivi che mai! Sempre a proposito di accenni, una visita alla tomba di Dante non può assolutamente mancare.

Il grande poeta fiorentino riposa nella Chiesa di San Francesco, chissà se ha poi ritrovato in Paradiso l’amata Beatrice.

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